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mercoledì 11 marzo 2020

Rendere forte il sistema immunitario con la Coerenza Cardiaca

"Le forze naturali che si trovano in noi sono i veri guaritori delle malattie" (Ippocrate)

La Coerenza Cardiaca è una tecnica respiratoria che ci permette di prendere il controllo sul nostro sistema nervoso autonomo che è costituito da un insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario.

Dal 1998 i ricercatori dell'Istituto HeartMath (http://www.heartmath.org/
fondato nel 1991 dal Doc Childre hanno dimostrato con vari studi l'infinita e potente saggezza del Cuore. Questa saggezza del Cuore si manifesta pienamente in uno stato definito di "Coerenza Cardiaca".

Uno studio ha messo in evidenza l'interazione delle nostre emozioni sul nostro sistema immunitario osservando la produzione di immunoglobuline A.
Le IgA sono degli anticorpi che giocano un ruolo cruciale nella funzione immunitaria delle nostre mucose che sono prodotte in gran parte dal nostro intestino. Sono in parole semplici la prima linea di difesa contro gli agenti infettivi presenti nell'ambiente.

Lo stress è la somma delle reazioni fisiologiche del nostro corpo per facilitare il nostro adattamento. Per comprendere l'impatto della Coerenza Cardiaca sul nostro sistema immunitario è importante ricordare cosa sostiene Hans Selye, a cui dobbiamo la formulazione del concetto di stress come lo conosciamo oggi:

"La vita è un processo di adattamento continuo all'ambiente nel quale siamo immersi. Esiste uno scambio incessante tra materia vivente e materia inanimata, e tra un essere e l'altro. Il segreto del benessere e della felicità risiede nella capacità di adattarsi continuamente alle condizioni che mutano all'esterno. a 'punizione' se non ci si adatta sono la malattia e l'infelicità"



Qual'è l'impatto dello stress sul nostro sistema immunitario?

Dalla notte dei tempi lo stress (eustress) permette di assicurare la nostra sopravvivenza, attraverso la capacità di fuggire o combattere davanti agli eventi. Ma ognuno di noi ha una soglia di tolleranza che gli è propria, al di là di questa soglia, ad ogni emozione negativa, il nostro tasso di IgA aumenta. Questa sovrapproduzione è immediatamente compensata da un abbassamento delle stesse IgA nelle 6 ore successive. 

E' in questo momento che il nostro corpo è più esposto all'aggressione di virus e batteri. 

Allo stesso modo il processo legato alle Emozioni Positive attiva in modo esponenziale la produzione di IgA per le successive 6 ore.

Questo mi fa pensare all'assioma di Caycedo, il padre della Sofrologia "Tutte le azioni positive inviate ad una parte della Coscienza avranno una ripercussione positiva sulla totalità dell'Essere"

Quindi se gestiamo meglio le nostre emozioni, e riusciamo a trasformare il negativo in positivo, senza lasciarci invadare dalla sovrabbondanza di informazioni catastrofiche distillate dai media, noi aumenteremo il nostro tasso di IgA e miglioreremo il nostro sistema immunitario.

Come possiamo gestire al meglio le nostre emozioni?

Dobbiamo accogliere le emozioni negative, poichè il solo fatto di accettare di vivere in coscienza un'emozione ne fa diminuire molto l'intensità. Più si cerca invece di fuggire un'emozione negativa, più essa rimane presente. 
Quando l'intensità dell'emozione accolta si abbassa, noi possiamo interferire sul nostro ritmo cardiaco grazie alla respirazione, per arrivare a prendere il controllo sul nostro sistema nervoso autonomo. 
In questo modo il ritmo cardiaco trasforma progressivamente le sensazioni apportate dalle emozioni negative in sensazioni di benessere e calma. Invertendo il processo da negativo in positivo, in qualche battito di cuore, arriveremo a gestire al meglio la nostra vita e la nostra salute in generale.

Come si pratica la Coerenza Cardiaca?

E' una successione di 6 respiri per minuto su un ritmo di 5 secondi di inspirazione e 5 secondi di espirazione, il tutto per 5 minuti.
Questo è il periodo medio per percepire il benessere a livello emotivo per modificare le secrezioni ormonali.

In questo modo si abbassa il livello di cortisolo (ormone dello stress) e si aumentano serotonina e melatonina (ormoni del benessere) per prepararci ad un sonno di qualità. Si alzano anche i livelli di ossitocina (ormone della gioia di vivere) e il tasso di DHEA che è il principale ormone steroideo prodotto dalla secrezione delle ghiandole surrenali, ed è l'ormone che inizia a decrescere più si avanza con l'età, ma che ci servirebbe per invecchiare al meglio.

In fondo alla pagina ho allegato un esercizio per praticare da subito e prendere in mano la propria salute praticando la respirazione consapevole.
Tra le altre cose, respirare consapevolmente aiuta anche a rafforzare i nostri polmoni!

Buona Respirazione!





















martedì 17 dicembre 2019

Stimolare il nervo vago per combattere l’infiammazione

Cos'è il nervo vago?

è il decimo nervo delle dodici paia di nervi cranici che partono dal tronco encefalico. I 2 nervi vaghi destro e sinistro sono tra i più importanti del corpo nonché i più lunghi ed i più ramificati tra i nervi cranici.

E' il nervo più lungo del corpo ed è al centro della comunicazione tra il cervello e i nostri organi interni. Potenziarlo risulta quindi benefico per la nostra salute, specialmente per combattere le infezioni.

Senza che ce ne accorgiamo, il sistema nervoso autonomo scambia costantemente informazioni e i comandi tra il cervello e i vari organi del corpo, come il cuore, i polmoni e l'intestino. All'interno di questo sistema il nervo vago fa parte del sistema regolatorio parasimpatico, la cui attività è predominante quando siamo a riposo.
Una funzione essenziale del nervo vago è la regolazione dello stato infiammatorio del corpo. Agendo sul sistema immunitario, aiuta a prevenire le infiammazioni. Nella malattia di Crohn e nell'artrite reumatoide, studi pilota hanno dimostrato l'efficacia della neurostimolazione vagale. Potrebbe anche prevenire e ridurre gli effetti legati allo stress, come stati di stress post-traumatico o burn-out, o addirittura limitare gli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici.

Molti studi mostrano anche un legame tra il livello di attività del nervo vago e il nostro stato emotivo. Quando siamo in uno stato di calma interiore e proviamo emozioni di gratitudine o compassione, l'attività del nervo vago è ai massimi livelli.
Agisce in particolare sulla frequenza cardiaca facendola rallentare: questo è ciò che viene chiamato il freno vagale. Senza di essa, la nostra frequenza cardiaca a riposo aumenterebbe a 100-110 battiti al minuto invece di 50-90 in tempi normali.

Al contrario, quando sentiamo paura o sotto stress, l'attività del nervo vago diminuisce molto rapidamente. Con l'azione combinata del sistema simpatico (al contrario del sistema parasimpatico), questo aumenta la frequenza cardiaca.
Inoltre, poiché lo stress inibisce l'attività del nervo vago, gli impedisce di esercitare il suo potere antinfiammatorio.

Normalmente, una volta superato un evento stressante, il nervo vago prende il sopravvento per garantire il recupero nel corpo e della mente. Ma in alcuni disturbi emotivi, come la depressione o l'ansia, c'è un collasso dell'attività vagale.
Lo stress e le emozioni svolgono anche un ruolo nell'insorgenza e nel peggioramento di alcune malattie, come la sindrome dell'intestino irritabile, la malattia infiammatoria intestinale e l'artrite reumatoide. In queste malattie, ci sono spesso anomalie nella comunicazione tra il cervello e l'intestino.



Come si puo' rinforzare il 
nervo vago?

Tutte le tecniche utilizzate per combattere gli effetti dello stress hanno un potenziale effetto sull'attività del nervo vago. Questo è il caso, ad esempio, della "coerenza cardiaca". Consente la regolazione della frequenza cardiaca attraverso la respirazione lenta e controllata di circa sei cicli inspirazione-espirazione al minuto. 

L'obiettivo è aumentare la variabilità della frequenza cardiaca per migliorare il tono vagale e, in definitiva, il "tono" antinfiammatorio.
Altre tecniche come la meditazione, la sofrologia o l'ipnosi aiutano a raggiungere questo obiettivo.

La stimolazione del nervo vago è promettente, tuttavia, restano da determinare le condizioni della pratica per ottenere un rafforzamento vagale ottimale e studi terapeutici per convalidare questi metodi.










giovedì 13 giugno 2019

Accompagnamento degli Adolescenti !


Il periodo dell'adolescenza inizia verso gli 11 anni con la pre-adolescenza per le ragazze e verso i 12 anni per i ragazzi. Il corpo continua a maturare fin verso i 25 anni ed in particolare le zone prefrontali del cervello implicate nel controllo delle emozioni e la pianificazione dei comportamenti.







L'adolescenza è un passaggio importante nello sviluppo di un individuo, è un periodo ricco di trasformazioni e mutamenti sia fisici che cognitivi, identitari e sociali:



I cambiamenti corporei

In questo periodo il corpo si trasforma, la crescita diventa rapida (anche 10 cm per anno) e i muscoli devono adattarsi all'allungamento delle ossa. Il centro di gravità del corpo si sposta e questo li rende goffi e a tratti maldestri. A volte l'adulto li considera dei 'mollaccioni' sdraiati su un letto o su un divano, in realtà questo permette loro di limitare al massimo le tensioni muscolari.

Il loro Schema Corporeo è completamente destrutturato e non è più percepito dalla Coscienza in modo corretto.

Lo Schema Corporeo è la rappresentazione individuale di tutto cio' che costruisce un individuo: emozioni, il corpo, le sensazioni, l'immagine di sè, le riflessioni, le intuizioni, i valori etc....



 Le variazioni di energia

Tutti i cambiamenti corporei li affaticano molto, il loro corpo passa il tempo a compensare per bilanciarsi. Passano da uno stato di eccitazione ad uno stato di indifferenza totale. Questo accade soprattutto nel periodo delle scuole medie. Non è raro che siano molto affaticati, la situazione migliora se fin da piccoli hanno fatto molto sport.

La fatica è dovuta anche al fatto che l'adolescente ha difficoltà ad addormentarsi. Questo accade perchè la melatonina non è secreta come nel bambino. Essa comincia non prima delle 23. Per questo è difficile per loro riuscire a dormire prima di mezzanotte. Durante il week end dormono di più perchè hanno un debito di sonno da recuperare.



Scoperta della sessualità

L’adolescente è sessualmente maturo, i testicoli e le ovaie sono inondati di ormoni: testosterone ed estrogeni. Essi sono responsabili di comportamenti a volte aggressivi e di altri squilibri del comportamento. Il testosterone, per esempio, li spinge a muoversi continuamente. E mentre il corpo è “pronto” il loro cervello e la parte affettiva non sono ancora arrivati alla maturità, per questo motivo tutte le relazioni sono complicate. Tutti i sentimenti sono estremizzati nella difficile costruzione della loro sessualità. E’ il periodo dell’esplorazione del loro corpo per rassicurarsi sul suo buon funzionamento.



La strutturazione del pensiero

E' in questa fase che le modificazioni cognitive e psicologiche apportano una nuova capacità di ragionamento e il momento in cui viene integrata la differenza tra il mondo virtuale e quello reale. Sviluppano la loro capacità di riflessione grazie alla maturazione cognitiva. Da questo punto di vista c'è un grande cambiamento che interviene nel passaggio tra scuola media e studi superiori. In questo periodo prendono coscienza della morte e del fatto che l'essere umano ha bisogno di dare un senso alla propria esistenza. Iniziano i grandi interrogativi sulla vita, su cio' che li circonda e sui loro Valori. E' un periodo complicato e pieno di passione dove pero' iniziano anche i comportamenti pericolosi e le dipendenze che vanno monitorate: alcool, sesso, droga, videogiochi, ossessione per l'aspetto fisico e mania per l'attività sportiva.



La costruzione della personalità

L'adolescenza è la culla della creatività, dove vengono sperimentate diverse personalità (in famiglia, con gli amici, a scuola) e dove avviene l'elaborazione del futuro adulto che vogliono diventare. Gli adolescenti si identificano con le persone che incontrano mentre elaborano il lutto del bambino che sono stati. Queste persone possono essere amici, star, gruppi di moda, eroi virtuali etc.. E' soprattutto durante gli anni del liceo che le scelte di appartenenza si affermano: amici, politica, religione. Tutte queste esperienze, giochi di ruolo e comparazioni con l'esterno, fanno emergere pian piano il nuovo Essere.


 L’autonomia affettiva

L'adolescente scopre che le sue scelte e i suoi Valori possono essere diversi da quelli dei suoi genitori. Le regole fino ad allora imposte dalla famiglia ed accettate vengono vissute come vincoli inaccettabili e suscitano comportamenti oppositivi e a volte vere e proprie ribellioni. Tutto questo fa emergere delle contraddizioni tra il desiderio di autonomia e il bisogno di essere ancora riconosciuto e sostenuto dalla famiglia. E' questo il periodo in cui trasferiscono la relazione simbiotica dai genitori ad altre persone: amici d'infanzia, compagni di scuola o primi amori. Questo 'doppio' permette all'adolescente di rassicurarsi e sentirsi forte.



Come interviene la Sofrologia?


Vengono proposti diversi protocolli per rispondere agli svariati bisogni degli adolescenti. Ovviamente ogni protocollo individuale sarà adattato e modificato sulla base delle necessità espresse da ogni singolo adolescente:



1) I complessi

Tutti i cambiamenti e  trasformazioni della pubertà destabilizzano l'adolescente che non si riconosce nel suo nuovo corpo. Passa molto tempo ad osservarsi e quando una parte del suo corpo non corrisponde al suo modello ideale si focalizza su quella parte oppure la rifiuta. Inizia a perdere stima in se stesso e si sminuisce fino al punto di non accettarsi più. La diminuzione di autostima crea problemi nella sua vita di tutti i giorni. I complessi possono portare alla ribellione ad un desiderio di esclusione dagli altri.



2) I problemi legati al sonno

L'orologio biologico regola il ritmo e l'attività quotidiana, il sonno e la veglia. I numerosi cambiamenti fisiologici e le modificazioni ormonali della pubertà desincronizzano questo orologio. La fase del sonno che permettono il recupero fisico diminuiscono e dei risvegli notturni possono apparire. Sono dovuti spesso ad incubi che trovano la loro origine nelle angosce legate alla scuola, alle trasformazioni fisiche o alle relazioni sociali. A destabilizzare il sonno intervengono anche delle abitudini che si instaurano in questo periodo (social network, discussioni whatsapp, serate durante il week end...). Progressivamente viene accumulato un debito di sonno importante che nel tempo stanca fisicamente e mentalmente l'adolescente. Questa stanchezza puo' andare a detrimento dell'apprendimento.


3) La morosità

Non è uno stato di depressione, ma uno stato passeggero che porta tristezza, melanconia, disincanto e malcontento. L'adolescente trova poco interesse nelle diverse attività che gli vengono proposte e si annoia facilmente. Sul lungo periodo perde motivazione e gusto per le cose, si chiude e sviluppa sonnolenza durante il giorno.


4) Le dipendenze

Esse definiscono un comportamento incontrollato che non si puo' reprimere e che tende a generare del piacere per attenuare un malessere interiore, anche comprendendo le conseguenze pericolose che questo comportamento puo' produrre. Questo perchè la dopamina viene prodotta chimicamente nel cervello ed è rilasciata durante le situazioni gradevoli stimolando l'individuo a cercare l'attività o l'occupazione piacevole. Ciò significa che la pratica eccessiva di videogiochi, lo sport oppure il consumo di prodotti come l'alcool, il tabacco, medicinali, cannabis etc...sono utilizzate per stimolare la dopamina nel cervello. l'adolescente durante la pubertà si distacca progressivamente dal legame di dipendenza con i suoi genitori e la scoperta della sua autonomia lo spinge a sperimentare i suoi limiti, incontrando dei rischi sul suo cammino. Tutte le nuove esperienze sperimentate in questo periodo di cambiamenti possono generare degli stati ansiosi che portano a trovare delle strategie di sollievo pericolose. Questi comportamenti sono spesso amplificati dal riconoscimento e la valorizzazione che arriva dai compagni e amici.


5) La ribellione

E' un atteggiamento di opposizione, rivolta contro l'autorità. Cercando la propria identità, l'adolescente, ha bisogno di emanciaprsi dalla protezione dei genitori, ma allo stesso modo tempo teme il confronto con il mondo esterno. Nel contempo ha il timore di non riuscire a staccarsi dal nucleo familiare e di rimanere dipendente e teme di essere abbandonato, quindi provoca la rottura: si oppone ai valori familiari e trasgredisce a tutte le regole. In questo periodo della vita si verifica una dualità caratteristica tra l'individuo che deve elaborare il lutto degli aspetti che lo proteggevano durante l'infanzia e quello che deve accettare la sfida costituita dall'emancipazione: più ha paura e più si ribella per dissimulare i suoi timori. Nel lungo periodo, l'atteggiamento di ribellione diventa pericoloso per sè ma anche per gli altri.


6) L’esclusione

Si manifesta con il divieto ad integrarsi ad un gruppo già definito. Questa proibizione è imposta oppure volontaria. Durante l'infanzia esiste la simbiosi con i genitori, mentre durante l'adolescenza si ricade sotto l'influenza del gruppo dei pari. Costruire dei legami forti con gli altri adolescenti permette ai ragazzi di conquistare l'autonomia, ma soprattutto di valorizzarsi attraverso il prestigio sociale. Per appartenere a questo gruppo  l'adolescente deve adottare le stesse regole: il look, le espressioni, il comportamento e deve avere gli stessi amici.



7) L’inibizione

E' un processo interiore che, a diversi gradi, limita o impedisce dei comportamenti. Le cause possono essere molteplici: angoscia, disfunzioni del sistema nervoso, carenza affettiva, famiglia troppo protettiva, etc..).

L'inibizione puo' essere intelletuale, fisica, affettiva, verbale oppure psicologica. Si avranno allora difficoltà a pensare e concentrarsi, rigidità del corpo oppure problemi di tonicità, difficoltà a mostrare le emozioni, mutismo, perdita dell'appetito o del sonno.

L'adolescenza è un periodo che puo' esasperare la timidezza, quindi in ragazzi di per sè già timidi puo' degenerare in inibizione. In effetti c'è differenza tra timidezza e inibizione: la prima è legata alla paura dello sguardo altrui, ma il ragazzo riesce ad agire e si inibisce solo a tratti, nella seconda si verifica un vero blocco totale che nei casi più complessi puo' avere alla base una vera e propria fobia sociale.


8) La somatizzazione

Dal greco 'soma': corpo, è un fenomeno incosciente che permette ad un individuo di esprimere fisicamente una sofferenza psicologica. La persona lamenta dolori e problemi fisici in assenza di una causa organica reale. La somatizzazione si verifica generalmente a causa di uno stress preciso, ma puo' degenerare in una condizione cronica se la persona è costantemente esposta alla causa stressante. Si manifesta con differenti sintomi: mal di pancia, cefalea, dolori diffusi, eczema, allergie, problemi digestivi, nausee, dissenteria, crisi d'asma etc...

Quando l'adolescente non riesce ad esprimere le sue angosce, si lamenta di dolori cornici e sviluppa dei sintomi per attirare l'attenzione delle persone a lui vicine come amici, genitori o professori.


9) Difficoltà scolastiche transitorie

Si tratta di difficoltà transitorie comuni a molti adolescenti. Si manifestano alla fine delle medie o all'inizio del liceo: fino ad allora il profitto scolastico era soddisfacente, all'improvviso i risultati sono in flessione senza ragioni apparenti.

Questa demotivazione passeggera è dovuta generalmente alle diverse trasformazioni dovute alla pubertà. Gli adolescenti disperdono la loro concentrazione facilmente poichè i loro centri d'interesse si modificano e si moltiplicano, inizia quindi a trascurare l'apprendimento delle conoscenze a favore della sperimentazione delle nuove sensazioni e attività.

L'adolescente ha anche bisogno di affrancarsi dai suoi genitori, quindi la flessione nel rendimento scolastico è un modo per opporsi alle aspettative genitoriali, abbandonando l'esigenza di cercare la loro approvazione (essere un bravo studente, avere un diploma....). Spesso vengono messi in discussione anche i metodi di lavoro proposti dagli insegnanti.

Se le difficoltà scolastiche si intensificano o continuano nel lungo periodo, iniziano i cattivi risultati e cio' determina un impatto negativo sull'autostima dei ragazzi.



10) Gli esami

Essi convalidano le tappe dell'apprendimento e costellano la vita degli adolescenti per tutto il periodo della scolarità. (medie, liceo e studi superiori). Gli esami apportano ai ragazzi un riconoscimento sociale, per questo motivo vengono affrontati con molta inquietudine. Essi hanno un impatto sia sul loro avvenire professionale, ma anche sulle relazioni familiari. L'adolescente teme di non essere all'altezza e quindi gestisce l'ansia in modo differente a seconda dei casi: alcuni cercano rifugio in altre attività per dimenticare la scadenza, mentre altri sono ossessionati dal ripasso. In entrambi i casi l'adolescente si stanca molto, sia fisicamente che mentalmente e questo non gli consente di controllare la sua angoscia il giorno dell'esame. Perde tutti gli strumenti che normalmente lo aiutano (buchi di memoria, linguaggio diventa confuso, tremori, crisi di pianto...) e questo aumenta la possibilità di insuccesso.

Gli esami scolastici non sono l'unica valutazione a cui è confrontato l'adolescente, esistono anche gli esami sportivi o artistici. A seconda del carattere ricorrente del fallimento il ragazzo non osa più presentarsi agli esami e perde tutta la fiducia in se stesso.


(Articolo ispirato al libro "Protocoles de sophrologie" Catherine Aliotta - InterEditions)


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martedì 28 maggio 2019

Burn-out riconosciuto come malattia dall'OMS!



Alla 72esima Assemblea mondiale della sanità, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha incluso il burn-out nella sua classificazione internazionale delle malattie.
Il burn-out, termine tradotto spesso come ‘esaurimento professionale’, è entrato nella Classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che serve come base per stabilire le tendenze e le statistiche sanitarie. Questa decisione è stata adottata dagli Stati Membri dell’OMS, riuniti dal 20 fino al 28 maggio, a Ginevra nel quadro dell’Assemblea mondiale dell’organizzazione.
“E’ la prima volta che il burn-out entra in questa classificazione”, ha annunciato lunedi ai giornalisti il portaparola dell’OMS, Tarik Jasarevic. Altra prima volta: il disturbo da video giochi – definito come una perdita di controllo sui giochi che ha delle ripercussioni dannose – è stato aggiunto alla sezione sui disturbi delle dipendenze.
La classificazione delle malattie dell’OMS fornisce un linguaggio comune che consente agli operatori sanitari di tutto il mondo di scambiare informazioni sanitarie. Il burn-out, che fa il suo ingresso nella sezione dedicata ai «problemi connessi» all’occupazione o alla disoccupazione, porta così ormai il nome di codice QD85.

Senso di spossatezza ed efficacia ridotta

Viene descritto come «una sindrome (...) causata da uno stress cronico sul lavoro che non è stato gestito con successo» ed è caratterizzata da tre elementi: «un senso di stanchezza», «cinismo o sentimenti negativi legati al suo lavoro» e «scarsa efficacia professionale». Il registro dell’OMS precisa che il burn-out «fa specificamente riferimento a fenomeni relativi al contesto professionale e non deve essere utilizzato per descrivere esperienze in altri settori della vita».
Finora, il burn-out ha sofferto di una mancanza di riconoscimento che si è tradotta in una diagnosi più tardiva. Poco prima della decisione dell’OMS, il 7 maggio scorso, il ministro del Lavoro Muriel Pénicaud aveva affermato che non si trattava di una «malattia professionale». Un anno prima, nel febbraio 2018, una proposta di legge volta a riconoscere il burn-out come malattia professionale era stata respinta dall’Assemblea nazionale in Francia. La Sindrome del Burnout è una sindrome riconosciuta in Italia dal Ddl 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare nell’art.28 viene richiamata la necessità di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori compresi quelli legati allo stress-lavoro-correlato secondo i contenuti dell’accordo Europeo dell’8 ottobre 2004. Secondo l’Accordo Europeo “affrontare la questione dello stress-lavoro-correlato può condurre ad una maggiore efficienza ed a un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori,con conseguenti benefici economici e sociali per le imprese,lavoratori e la società nel suo complesso.”
La nuova classificazione, denominata CIP-11 pubblicata l’anno scorso, è stata adottata ufficialmente nel corso della 72a Assemblea mondiale. Essa entrerà in vigore il 1º gennaio 2022. Essa comporta nuovi capitoli, di cui uno dedicato alla salute sessuale. Comprende affezioni precedentemente classificate altrove, come l'«incongruenza di genere», cioè il transessualismo, classificata fino ad allora insieme ai disturbi mentali.


Fonte originale:
http://sante.lefigaro.fr/article/le-burn-out-est-desormais-reconnu-comme-une-maladie-par-l-oms/?fbclid=IwAR347IvLVlt6lAWFfq9eKzhHAOP8-3zBYYtmr9pDq808mpS5Lhy9CrF5XKA

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venerdì 24 maggio 2019

Gestire lo Stress è possibile!



"La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, e adattando la nostra filosofia dell'esistenza ad esso" (Selye, 1974)

Lo stress è un insieme di reazioni fisiologiche, cognitivo comportamentali ed emotive che si manifestano in un individuo durante un processo di adattamento.  Gli stimoli che arrivano dall'esterno non devono essere necessariamente negativi o dannosi, la reazione dell'individuo puo' essere attivata anche da richieste ambientali solite ma percepite soggettivamente in modo intenso. Gli effetti negativi si verificano quando c'è un'incongruenza fra le richieste dell'ambiente e la capacita' soggettiva di esaudirle (distress) contrapposta alla condizione di eustress, risposta positiva e sana agli stimoli esterni, che dà una sensazione di appagamento ed altri sentimenti positivi.

Hans Selye
Il neuroendocrinologo Hans Selye indentifico', in tale processo, tre fasi fondamentali che si succedono nell'organismo durante ogni reazione da stress e chiamo' l'intera sequenza "Sindrome Generale di Adattamento" (SGA). Le tre fasi sono: 


** FASE DI ALLERTA compaiono i primi segnali che portano ad un aumento della frequenza cardiaca e tensioni muscolari, mentre la vigilanza aumenta. In questa fase avviene un'intensa produzione di adrenalina.

** FASE DI RESISTENZA è il momento in cui l'individuo si adegua alle circostanze esterne. Finchè viene percepito il fattore di stress (stressor) l'organismo resiste. Questa fase puo' durare molti minuti, giorni, settimane, anni o anche tutta la vita. Il corpo si adatta creando azioni per proteggersi. E' in questa fase che si ha la secrezione di glucocorticoidi (sono una classe di ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali). Il principale ormone glucorticoide è il cortisolo, meglio conosciuto come ormone dello stress. Livelli alti di cortisolo entrano in conflitto con un altro ormone: il testosterone. Questa fase si riconosce dai sintomi quali l'ansia, la paura, l'angoscia, la fatica.

**FASE DI ESAURIMENTO a seguito dell'esposizione prolungata allo stress, la resistenza del corpo diminuisce. Tutte le riserve di energia sono state consumate e l'organismo non ha più gli strumenti per adattarsi. E' il momento in cui delle malattie organiche possono apparire (ipertensione, gastrite, ulcera, etc..)

Gestire lo stress si riassume  dunque nello SVILUPPARE RINFORZARE ed INTEGRARE la nostra capacità di adattamento.

Lo scopo della Sofrologia è quello di consentire alle persone di gestire lo stress sviluppando integrando e rinforzando le proprie capacità  interiori per consentire alla persona di adattarsi e gestire al meglio i momenti ansiongeni. 
Come?
Seguendo 4 direttrici fondamentali:

1)Mantenere un buon autocontrollo
"Chi non controlla i propri sensi è come chi naviga su un vascello senza timone, che quindi è destinato ad infrangersi in mille pezzi non appena incontrerà il primo scoglio" (Gandhi)














2)Lasciare andare
"Il mare e la vita hanno molto in comune. Rilassati. Lasciati andare. Abbi fiducia nel fatto che resterai a galla, e ci starai. Se invece opponi resistenza, pensando che finirai sul fondo ci andrai davvero. La scelta spetta solo a te." (Marcia Grad Powers)



3) Coltivare la Conoscenza di se stessi
"Vivete una Vita in cui potete riconoscervi!" (Tiziano Terzani)



4) Agire con Consapevolezza
" Per la mente che vede con chiarezza non c'è necessità di scelta, c'è azione" (Jiddu Krishnamurti)

Agire significa innescare una dinamica, per agire è necessario avere fiducia in se stessi. Significa uscire da una situazione che non porta dei frutti, per affrontarla da un nuovo punto di vista. Rinforzare la fiducia in sé significa sviluppare una migliore conoscenza di noi stessi e delle nostre capacità. Una migliore conoscenza di sé permette di acquisire una grande coerenza interiore.
Avere fiducia in sé significa, in sintesi, sviluppare una relazione più naturale con le emozioni negative che incontriamo sul nostro cammino, rinforzare la nostra resilienza alla delusione e alla frustrazione.
L'emozione a cui è più legata la mancanza di fiducia in sé è la paura.



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